Iperammortamento 2026: cosa prevede la nuova agevolazione fiscale

Dopo l’approvazione della bozza del 17 ottobre 2025, il 30 dicembre è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge di Bilancio 2026, che introduce il nuovo piano di Iperammortamento 2026.

L’obiettivo è sostenere l’innovazione delle imprese attraverso investimenti in beni strumentali avanzati, in continuità con quanto già avviato con i precedenti piani Transizione 4.0 e 5.0.

Cos’è l’Iperammortamento 2026 e come funziona

L’Iperammortamento 2026, in sostituzione del Piano Transizione 5.0, è un’agevolazione fiscale che consente alle imprese di dedurre una quota maggiorata del costo dei beni strumentali innovativi, rispetto al loro valore effettivo, così da ridurre l’imponibile fiscale.

Il beneficio è rivolto alle imprese titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali alla transizione digitale e sostenibile dal 1° gennaio 2026 al 30 dicembre 2028. Viene ampliato il termine originariamento previsto nella bozza (31 dicembre 2026).

Resta la possibilità di proroga al 30 giugno 2027, se entro il 31 dicembre 2026 l’ordine è accettato dal fornitore e pagato almeno il 20% di acconto.

Accedono al beneficio esclusivamente i beni prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo.

Investimenti ammissibili all’Iperammortamento 2026

Beni materiali e immateriali innovativi

Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali nuovi legati alla digitalizzazione dei processi produttivi, inclusi:

  • Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il paradigma «4.0» (allegato IV)
  • Beni immateriali funzionali alla trasformazione digitale delle imprese (allegato V)

interconnessi al sistema aziendale o alla rete di fornitura.
Viene sostituito il riferimento ai beni materiali e immateriali di cui agli allegati A e B della Legge 232/2016.

Investimenti per l’autoproduzione di energia rinnovabile

Rientrano tra i beni incentivati anche:

  • impianti per autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili da DL 199/2021 – art. 30, comma 1, lett. a), n. 2
  • sistemi di storage a supporto degli impianti
  • impianti fotovoltaici previsti dal DL 181/2023 – art. 12, comma 1, lett. b), e c)

Questa apertura favorisce la sostenibilità energetica e la competitività delle imprese.

Aliquote e maggiorazioni previste

L’Iperammortamento prevede l’applicazione di una maggiorazione del costo del bene ai fini delle imposte sui redditi con le seguenti percentuali:

Fascia di investimento Maggiorazione
fino a 2,5 milioni € +180%
2,5 – 10 milioni € +100%
10 – 20 milioni € +50%

Cumulabilità iperammortamento 2026

L’iperammortamento può essere cumulato con altri incentivi nazionali o europei, a due condizioni:

  • un determinato costo non può essere coperto da più agevolazioni
  • la somma totale dei benefici non deve superare il costo effettivo sostenuto

Prossimi step

Entro 30 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e il Ministro dell’economia e delle finanze, dovranno emanare un decreto che definisca le modalità attuative dell’Iperammortamento 2026.

L’impresa richiedente dovrà trasmettere le apposite comunicazioni e certificazioni relative agli investimenti agevolabili tramite una piattaforma sviluppata dal GSE, attraverso modelli standardizzati.