Primato dell’Italia in UE sui prezzi dell’elettricità: report della Commissione UE

A fronte della dipendenza dal gas naturale nella produzione elettrica, l’Italia detiene il primato dei prezzi all’ingrosso di elettricità più alti nell’UE secondo il report della Commissione UE sullo stato di attuazione del piano “RepowerEu”.

 

Il caso italiano

La Commissione UE, nel rapporto sullo stato di attuazione del piano “RepowerEu” volto a sancire l’indipendenza energetica europea, evidenzia che in Italia nel 2025 i prezzi all’ingrosso dell’elettricità hanno raggiunto i 116 euro per MWh rispetto alla media europea di 85 €/MWh.

Nell’anno in questione i combustibili fossili hanno rappresentato il 52,3% dell’energia generata, con conseguente mantenimento del carattere elevato dei costi.

I costi all’ingrosso sono pari al 61% del prezzo dell’elettricità industriale, mentre i costi di rete, gli oneri legati alle emissioni di carbonio e la fiscalità incidono sulle bollette elettriche rispettivamente per il 10%, l’11% e il 18%.

Tuttavia, la Commissione UE ha sottolineato i risultati italiani sul fronte dell’indipendenza energetica, nel 2025 le importazioni di energia dalla Russia erano inferiori al 3% del fabbisogno nazionale, pari a circa 1,5 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto e a volumi di gas da gasdotto definiti “trascurabili”.

L’impegno dell’UE

Nel percorso di progressivo affrancamento energetico dalla Russia, l’Unione Europea ha ridotto la dipendenza dal gas russo dal 45% delle importazioni complessive pre-conflitto al 12% registrato nel 2025.

L’UE è orientata a completare il disimpegno entro i prossimi due anni, eliminando dal mercato europeo i circa 35 miliardi di metri cubi di gas ancora acquistati annualmente dalla Russia. L’obiettivo è interrompere anche il flusso di circa 10 miliardi di euro l’anno destinati alle forniture energetiche russe, sottraendo così ulteriori risorse al finanziamento dell’aggressione contro l’Ucraina.