Nuovo APE dal 3 giugno: cosa cambia con la Direttiva Case Green

La Direttiva Europea Case Green introduce dal 3 giugno importanti novità per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE).

L’obiettivo è rendere questo strumento più completo e utile nel valutare la sostenibilità degli edifici e nel pianificare interventi di riqualificazione energetica.

Il nuovo APE

Dal 3 giugno, l’Attestato di Prestazione Energetica non dovrà più limitarsi a indicare i consumi energetici dell’edificio, ma includerà anche la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, le emissioni generate e il GWP (Global Warming Potential), ovvero il potenziale di riscaldamento globale riferito all’intero ciclo di vita dell’immobile.

Questo indicatore, espresso in kgCO₂eq/m², considera non solo l’utilizzo quotidiano dell’edificio, ma anche aspetti legati ai materiali impiegati, alla costruzione, alla manutenzione e alla demolizione. Il GWP sarà introdotto nell’APE dal 2028 per i nuovi edifici con superficie superiore a 1.000 m² e dal 2030 per tutte le nuove costruzioni.

I proprietari in possesso di un APE in corso di validità non dovranno effettuare alcun aggiornamento fino alla naturale scadenza decennale del documento, salvo interventi che modifichino le prestazioni energetiche dell’immobile.

Il nuovo APE si configura come uno strumento più operativo e dettagliato, capace di fornire indicazioni concrete sugli interventi di efficientamento energetico, sulle emissioni da ridurre e sui potenziali risparmi ottenibili. La Direttiva Case Green punta infatti a trasformare l’attestato in una guida utile per proprietari, tecnici e professionisti impegnati nella riqualificazione degli edifici.

Per gli immobili in classe energetica F o G, l’APE conterrà indicazioni utili per pianificare interventi mirati, anche attraverso l’eventuale accesso agli incentivi e ai bonus edilizi ancora disponibili.

Novità nella classificazione energetica degli edifici

La Direttiva Case Green introduce inoltre una classificazione energetica uniforme a livello europeo, basata su una scala che va dalla classe A alla classe G. La classe A identificherà gli edifici a emissioni zero, mentre la classe G sarà riservata agli immobili meno efficienti.

In Italia è attualmente in uso la classificazione da A1 ad A4; sarà quindi necessario un adeguamento del sistema nazionale attraverso il recepimento della Direttiva, il cui termine era fissato al 29 maggio.

La normativa prevede inoltre che i proprietari di immobili con classi energetiche inferiori alla C possano accedere a sportelli di consulenza dedicati, pensati per supportare la scelta degli interventi più efficaci e l’individuazione degli incentivi disponibili. Le modalità operative saranno definite in fase di recepimento nazionale della direttiva.