Fotovoltaico residenziale: la risposta all’aumento dei consumi legati al raffrescamento

Uno studio condotto da EIEE-CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) ha analizzato quanto il fotovoltaico residenziale possa contribuire a contenere l’aumento dei consumi elettrici provocato dal crescente utilizzo dei condizionatori durante il periodo estivo.

 

Il panorama attuale

L’aumento delle temperature sta modificando in modo significativo i profili di consumo elettrico delle abitazioni italiane. La crescente diffusione dei sistemi di climatizzazione estiva comporterà infatti una domanda di energia sempre più elevata nelle ore più calde della giornata.

In questo scenario, il fotovoltaico residenziale assume un ruolo strategico, consentendo di ridurre i prelievi dalla rete, aumentare l’autoconsumo e contribuire alla gestione dei picchi di domanda.

Queste conclusioni emergono dallo studio Synergies between climate mitigation and adaptation: the role of photovoltaics in meeting cooling demand in Italy, pubblicato sulla rivista Environmental Research. La ricerca, realizzata da Lucia Piazza e Francesco Pietro Colelli dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dell’EIEE-CMCC, analizza il contributo del fotovoltaico domestico nell’assorbire la crescita dei consumi legata al raffrescamento delle abitazioni.

Raffrescamento in crescita: fino a 3 TWh di domanda elettrica aggiuntiva

Lo studio combina dati ARERA sui consumi elettrici residenziali, informazioni del GSE sugli impianti fotovoltaici, scenari climatici e modelli di diffusione del solare per stimare l’evoluzione della domanda energetica nei prossimi decenni.

Secondo i ricercatori, l’aumento delle temperature potrebbe generare un fabbisogno aggiuntivo compreso tra 2 e 3 TWh all’anno, pari a circa il 5% degli attuali consumi elettrici del settore residenziale.

In assenza di una maggiore diffusione del fotovoltaico residenziale, la domanda di energia destinata al raffrescamento crescerebbe di circa 1,6 TWh entro il 2030, arrivando a 2,8 TWh nel 2050.

Rapportando questi valori ai circa 6 TWh oggi attribuibili al raffrescamento domestico, l’incremento sarebbe pari al 26% entro il 2030 e al 44% entro il 2050.

Maggiore diffusione del fotovoltaico residenziale, minori prelievi dalla rete

L’espansione del fotovoltaico residenziale consentirebbe di assorbire una parte significativa della nuova domanda di energia legata al raffrescamento.

Nello scenario elaborato dagli autori, l’aumento netto dei consumi si ridurrebbe a circa 1,3 TWh nel 2030 e 1,5 TWh nel 2050.

Tradotto in termini di energia prelevata dalla rete, il maggiore contributo del fotovoltaico consentirebbe una riduzione dei prelievi pari a circa:

  • 0,5 TWh nel 2030
  • 0,8 TWh nel 2040
  • 1,2 TWh nel 2050

Le simulazioni mostrano inoltre che i consumi destinati al raffrescamento si attesterebbero a 7,3 TWh nel 2030, contro i 7,6 TWh previsti mantenendo invariata l’attuale diffusione del fotovoltaico.

Il divario aumenta negli anni successivi: nel 2040 i consumi sarebbero rispettivamente 7,5 e 8,3 TWh, mentre nel 2050 7,5 e 8,8 TWh, come riportato nella tabella seguente.

Projected National Residential Electricity Consumption by Scenario (TWh)
Decade Historical Thermal Future Reductions
Total Thermal Current PV Additional PV from Additional PV
2030 69 6.0 7.6 (+26%) 7.3 (+18%) −0.5
2040 69 6.0 8.3 (+37%) 7.5 (+24%) −0.8
2050 69 6.0 8.8 (+44%) 7.5 (+25%) −1.2

Produzione fotovoltaica e climatizzazione seguono lo stesso profilo

Uno degli aspetti più interessanti evidenziati dalla ricerca riguarda la forte correlazione tra la produzione degli impianti fotovoltaici e la domanda di raffrescamento.

Le ore di massimo irraggiamento coincidono infatti con quelle di maggiore utilizzo dei condizionatori, favorendo l’autoconsumo e limitando il ricorso alla rete proprio durante i picchi di domanda estiva.

Secondo lo studio, nelle giornate con temperature medie superiori ai 30 °C, le abitazioni dotate di fotovoltaico residenziale riducono i prelievi dalla rete fino al 68% rispetto a edifici analoghi privi di impianto.

Nel modello utilizzato dai ricercatori la riduzione media dei prelievi raggiunge addirittura l’85%, con valori compresi tra il 75% e il 90% in funzione della stagione e dell’irraggiamento disponibile.

I benefici risultano particolarmente evidenti nei mesi primaverili ed estivi, quando la riduzione dei prelievi può arrivare fino all’88%.

Entro il 2050 una famiglia su quattro potrebbe avere un impianto fotovoltaico

Le proiezioni sulla diffusione del fotovoltaico residenziale sono state sviluppate sulla base degli scenari Terna e prendono in considerazione gli impianti domestici con potenza inferiore a 20 kWp.

Secondo le stime, la quota di abitazioni dotate di impianto fotovoltaico passerà dal 6% registrato nel 2023 al 14-15% nel 2030, fino a raggiungere il 22-24% entro il 2050.

Una crescita di questo tipo produrrebbe effetti positivi non solo sull’autoconsumo, ma anche sulla gestione dei picchi di domanda e sulla resilienza della rete elettrica.

Benefici differenti da regione a regione

L’impatto del fotovoltaico residenziale non sarà uniforme sull’intero territorio nazionale.

Le aree che già oggi presentano una maggiore diffusione degli impianti, in particolare il Nord Italia e le isole, saranno quelle in grado di contenere meglio l’aumento dei prelievi dalla rete.

Secondo lo studio, Sicilia e Veneto risultano tra le regioni in cui il contributo del fotovoltaico è più efficace nella gestione dei picchi estivi.

Dal punto di vista percentuale emergono risultati positivi anche per Sardegna, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, mentre regioni caratterizzate da elevati consumi elettrici, come Lombardia e Lazio, mostrano margini di miglioramento più contenuti.

Le maggiori criticità riguardano invece le grandi aree urbane del Centro-Sud, tra cui Roma, Napoli e Palermo, dove la domanda di raffrescamento è destinata a crescere rapidamente a fronte di una diffusione ancora limitata degli impianti fotovoltaici.

Reti elettriche sempre più sotto pressione

L’ondata di calore registrata nelle ultime settimane rappresenta un esempio concreto di questa evoluzione.

Il 23 giugno il fabbisogno elettrico istantaneo nazionale ha superato i 55 GW, il valore più elevato del 2026, mentre i consumi giornalieri hanno oltrepassato in più occasioni 1 TWh, con incrementi compresi tra il 15% e il 20% rispetto alla media primaverile.

L’aumento dell’utilizzo dei condizionatori ha contribuito a mettere sotto pressione le reti di distribuzione, provocando blackout e interruzioni del servizio in diverse aree del Paese, da Torino a Napoli, fino all’hinterland milanese e ad altre località del Centro-Nord.

Un’opportunità per il mercato delle energie rinnovabili

Oltre agli effetti positivi sul sistema elettrico, lo studio evidenzia come il fotovoltaico residenziale rappresenti anche uno strumento di adattamento ai cambiamenti climatici, oltre che di decarbonizzazione.

Per installatori, progettisti e operatori del settore, la crescente domanda di raffrescamento costituisce quindi un’importante opportunità di mercato per sviluppare impianti sempre più orientati all’autoconsumo, integrati con sistemi di accumulo e soluzioni di gestione intelligente dei carichi.

La naturale contemporaneità tra produzione fotovoltaica e utilizzo della climatizzazione rende infatti il fotovoltaico residenziale una delle soluzioni più efficaci per incrementare l’autoconsumo, ridurre i prelievi dalla rete e migliorare l’efficienza energetica degli edifici.